venerdì 17 febbraio 2012

iL PRiMo PaSSo TRa MeTaFoRa e ReaLTà...


iL PRiMo PaSSo TRa MeTaFoRa e ReaLTà...
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NoN è CoSa SeMPLiCe FaRe iL PRiMo PaSSo...
iL PRiMo PaSSo VeRSo La FeLiCiTà...
iL PRiMo PaSSo VeRSo L'iGNoTo...
iL PRiMo PaSSo VeRSo iL FuTuRo...
aSPeTTaNDo SKeDa, NuMeRo 1 anno 3
Fai uN PRiMo PaSSo aNCHe Tu...
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Inserito da Enzo Correnti

venerdì 10 febbraio 2012

PeRSoNaLe Di LauRaBaLLa aL BaR San Francesco MIRAGLIA di PRATO


dal 12 febbraio al 25 Marzo 2012

Personale di Lauraballa
al Bar S.Francesco MIRAGLIA
V.S.Trinità 32 Prato

aperto tutti i giorni dalle ore 7 alle ore 20

L’arte è una bugia che ci fa realizzare la verità.
Pablo Picasso

Rinfresco Domenica 12 febbraio 2012 ore 16/20

per chi volesse vedere i nuovi quadri di Lauraballa li può trovare qui:
http://www.facebook.com/pages/Lauraballa-quadri-in-vendita-e-non-solo/159146230816937
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Inserito da Enzo Correnti
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eSSeRCi SeNZa eSSeRCi 2012 (quinta edizione) A cura di Enzo Correnti e _guroga

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Mostra di ARTE POSTALE
eSSeRCi SeNZa eSSeRCi (quinta edizione)
Sabato 29 e domenica 30 settembre 2012
a cura di eNZo CoRReNTi e _guroga
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REGOLAMENTO:
1) Eseguire le mail art a "tema libero"
2) Sul retro scrivere nome dell'autore, data e titolo
3) La partecipazione è gratuita
4) Spedire una o più opere postali a:
ENZO CORRENTI
VIA GARELLA, 43
59100, PRATO (ITALIA)
5) Le opere pervenute non saranno restituite
6) Le immagini delle opere inviate potranno essere utilizzate dall'organizzazione nei modi e con i fini ritenuti opportuni senza nessuna pretesa economica da parte degli artisti invitati a partecipare. In particolare viene riconosciuto il diritto ad utilizzarle nel materiale di comunicazione e pubblicitario.
7) Per informazioni: Enzo Correnti: cellulare: +39 347.5729513,
e_mail: enzo.correnti@libero.it - guroga@hotmail.it
esserci-senza-esserci@hotmail.it
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La mostra fa parte della manifestazione:
CauSa SGuaRDo
VIII iNCoNTRo aRTiSTi CoNTeMPoRaNei
CaRRoZZeRia RiZieRi - PoNTeDeRa (PiSa) - iTaLia
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NB SARANNO ESPOSTE TUTTE LE MAIL ART PERVENUTE
ENTRO E NON OLTRE IL 22 SETTEMBRE 2012
ESCLUSO LE MAIL ART PORNOGRAFICHE, RAZZISTE, NAZISTE, ETC.
Nessuna selezione, ne giuria, ne vendita.
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Artisti e non di SKEDA aspettiamo la vostra ARTE POSTALE... grazie!
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Inserito da Enzo Correnti

lunedì 6 febbraio 2012


Il primo uomo del primo passo era piuttosto piccolo. Aveva sempre vissuto ai margini del potere. Conosceva l'uomo potente del branco anche se questi si era sempre curato poco di lui.

Il primo passo cominciò con una randellata con la quale l'uomo del primo passo colpì l'uomo del senza passi, l'uomo potente, facendolo crollare a terra.

Dopo la prima randellata ne tirò altre: si era talmente spaventato di ciò che aveva fatto che percepì come unica via di fuga l'assassinio. Uccise il capo.

Non poteva far altro. Il capo era un uomo sicuro di sé, prepotente, prendeva tutto ciò che voleva, tutto ciò che poteva consumare, sicuro di non trovare opposizione efficace. Chiunque si opponesse veniva vinto, schiacciato, umiliato, emarginato.

L'uomo del senza passi, per quanto brutale e prepotente, non aveva però mai ucciso. Non ne aveva bisogno. L'uomo del primo passo era piccolo, sarebbe stato schiacciato e questa volta ucciso. Doveva uccidere.

Molte cose cambiarono da allora. Gli altri del branco quando videro cosa era successo guardarono all'uomo del primo passo con un misto di ammirazione e di rabbia, e guardarono all'uomo del senza passi steso per terra e privo di vita con un misto di sollievo e di pietà. Pietà nascosta tanto che non trasparisse agli altri per non apparire debole, per non apparire fuori del nuovo sistema di cose.

L'uomo del primo passo infatti, prese il posto del capo e fu oggetto di aspettative, di invidia e di colpevolizzazione. 
Il nuovo capo comunque non lasciò le cose come stavano prima, non si limitò a occupare il posto del capo. Non era sicuro di sé come lo era l'uomo del senza passi, sapeva che poteva essere ucciso a sua volta. 
Il primo capo si avvicinava agli altri con la sicurezza del capo e prendeva da loro ciò che voleva prendere. Non usava alcuna precauzione. Non scrutava gli occhi degli altri con diffidenza, mostrava disprezzo se provava disprezzo e simpatia se era questo che lui provava. Si arrabbiava o rideva con la sicurezza e la verità delle proprie emozioni.

Il capo secondo si avvicinava con circospezione, non esprimeva i suoi sentimenti con libertà. Non il disprezzo (avrebbe potuto far nascere un nemico mortale), non la simpatia (l'uomo di fronte poteva celare la morte anche dietro il sorriso).
Il nuovo capo inventò la distanza fra uomo e uomo, innalzò mura fra sé e gli altri.

mercoledì 1 febbraio 2012

CARISMA


Per re-inaugurare la nuova possibilità di usare il blog  ho fatto un copia e incolla di un vecchio pensierino sul carisma. Forse non ha alcun interesse relativamente a quanto dibattuto fra di noi, ma forse un po' sì e comunque, il caldo della neve (il caldo che la neve ci induce a cercare) e la pigrizia indotta dall'abolizione generale del lavoro nei giorni nevosi, mi fa ricorrere a questo recupero poco faticoso.
Un saluto a tutti - motòs


Il carisma rappresenta il movimento che parte per incontrare il rapporto umano e si instaura quando le barriere della convenzione vengono rotte e il rapporto umano viene effettivamente scoperto e instaurato.

Un'assemblea, per esempio, è caratterizzata dalla volontà di scoprire le varie volontà individuali, di oggettivarle, di renderle pubbliche, di confrontarle, di creare un evento che pone pubblicamente e quindi impone, evidenzia, svela, rende visibili, le volontà non dette di ogni individuo sancendo la scoperta di esse in modo pubblico, rendendole fatto e forza, umanizzando una convivenza, trasformandola da aggregato a collettività, dando significato alla vicinanza fisica.

L'elemento umano può verificarsi nell'esercizio sull'oggetto. L'oggetto è un problema. Il problema è comune ed è oggettivo, sta nel mezzo all'insieme degli uomini riuniti. Il problema è sempre in qualche modo riconosciuto e sta all'origine dell'evento assemblea. L'iniziativa parte perché un problema è stato individuato.

L'esercizio sull'oggetto trova vari ostacoli. Questi ostacoli sono ciò che si oppone all'esercizio sull'oggetto, cioè sono ciò che si oppone all'umanizzazione dell'evento, alla scoperta dell'uomo di fronte all'oggetto.

L'uomo di fronte all'oggetto svela se stesso, scopre se stesso. Scopre la sua forza, la sua capacità. Prima di dimostrarsi si scopre, si svela. L'uomo stesso non sapeva di essere, non sapeva chi era. Di fronte all'oggetto l'uomo scopre l'oggetto, gli dà forma. Dando forma all'oggetto l'uomo esprime se stesso. Si scopre. Scoprendo l'oggetto l'uomo scopre se stesso e si oggettivizza, si svela, si rende pubblico, si manifesta, si impone come presenza nuova. La novità si introduce nell'aggregato di uomini e si pone come aggregante. La scoperta dà forma all'insieme. Ciò che un uomo scopre nell'oggetto dà forma a se stesso e svela se stesso, automaticamente si pone come forma per gli altri.

La scoperta dell'oggetto che sta alla base dell'evento assemblea è una scoperta solo potenzialmente creatrice. Anche se può esserlo fin dall'inizio.
In genere l'aggregato ha già una forma: l'assemblea di un condominio ha già un amministratore; l'assemblea sindacale ha già dei responsabili. 

La scoperta dell'oggetto in qualche modo, già di per sé contrasta con la forma precedente, già dall'inizio è contro la forma data. 
L'oggetto si pone come problema. Quindi si pone in contrasto con ciò che l'aggregato umano è in quel momento. Rappresenta un elemento contro.

L'esistenza di questo contrasto si pone quindi immediatamente come minaccia della forma esistente e quindi contro chi la rappresenta: l'amministratore o i dirigenti sindacali non sono riusciti a non far nascere il problema; la forma assunta precedentemente e l'attribuzione delle responsabilità non hanno saputo evitare quel problema, quel problema quindi si erge, per la sua stessa esistenza, oggettivamente, contro quella forma, contro quella attribuzione di responsabilità.

I responsabili possono esprimere delle opinioni sul nuovo oggetto e possono proporre un modo per affrontarlo. Ma se fossero stati certi di sé avrebbero potuto farlo prima, avrebbero potuto assumere le responsabilità loro attribuite e affrontare direttamente il problema.
Se non lo hanno fatto è perché non erano certi delle proprie opinioni sul modo di affrontarlo e cercano nell'assemblea una condivisione del rischio, rimettono all'assemblea una parte delle responsabilità che tale assemblea aveva loro affidato precedentemente.

Oppure non lo hanno fatto perché, pur sentendosi certi e forti di fronte all'oggetto, gli sono arrivate contrarietà da parte di alcuni membri dell'assemblea e vogliono ora verificare, appunto, le volontà, nel rinnovare le responsabilità affidate loro.

Nell'assemblea si manifesta la lotta. Ma la lotta non è il carisma. La lotta nega il carisma. La lotta infatti non svela l'oggetto e quindi non svela l'uomo, non dà forma all'oggetto e non dà forma all'uomo. 
La lotta esprime le volontà, ma le volontà non sono una scoperta, non sono una novità, non danno forma a niente, rappresentano ciò che già esiste e ruotano attorno ai vecchi oggetti. Le volontà rappresentano il vecchio e negano la scoperta.

La lotta, da sola, non risolve alcun problema perché prescinde dall'oggetto, dallo scoprirlo. L'oggetto viene a rappresentare, nella lotta, solo un pretesto per l'espressione delle volontà, ma non per la scoperta dell'oggetto stesso, e quindi per la scoperta dell'uomo.

La scoperta dell'uomo è la scoperta del nuovo dell'uomo. E il nuovo dell'uomo si manifesta solo nella scoperta dell'oggetto. 
Quando l'uomo non scopre ma si esprime, esprime ciò che è non ciò che scopre di essere, esprime la sua forza acquisita, non la forza della scoperta.

La lotta priva della scoperta dell'oggetto è il movimento della convenzione, è la resistenza della convenzione. La convenzione può cambiare tutto senza scoprire niente, senza cambiare quindi niente, cioè senza affrontare alcun problema, lasciando quindi intatto ogni problema e la forza di opposizione che ogni problema esercita sull'uomo. La lotta priva di oggetto è quindi una lotta autodistruttiva.

Il carisma scatta quando qualcuno riesce a uscire dalla lotta autodistruttiva, a scoprire l'oggetto e a imporlo. Allora l'uomo che si impone all'oggetto, impone se stesso, ri-impone l'uomo sull'oggetto, scopre il nuovo dell'uomo e prefigura il superamento dell'oggetto. Quando questa imposizione di fronte alla convenzione si impone, si instaura il rapporto sociale del  carisma, 
l'annullamento delle volontà preesistenti per la costruzione di una volontà nuova, l'annullamento della lotta autodistruttiva per la creazione di una nuova forma.

Il tradimento rappresenta la resistenza al nuovo. Rappresenta la forza della convenzione, della volontà acquisita che non può esercitarsi sull'oggetto, perché l'oggetto è il nuovo e l'oggetto è la minaccia. Per questo la volontà acquisita difende se stessa con il tradimento.

Il tradimento è necessariamente non-pubblico, ma non perché sia sconosciuto. Esso, anzi aspira ad esser conosciuto affinché la forza che esso vuol testimoniare sia, essa stessa, riconosciuta: ciò è in effetti il vero obiettivo del tradimento, il riconoscimento della propria forza.

Questo riconoscimento non può avvenire frontalmente al movimento che mira all'oggetto. Il movimento che mira all'oggetto è il movimento carismatico, creativo, che tende a dar forma al nuovo e combatte quindi il vecchio e minaccia quindi la forza della volontà. Su questo terreno la volontà è destinata a perdere. e questo è un terreno pubblico.

Il tradimento deve quindi lavorare nascostamente perché il momento della lotta deve uscire dall'agone con il nuovo, ma non deve essere necessariamente sconosciuto. Il tradimento mira a far conoscere la propria forza e quindi a far sapere di sé: non a misurarsi, a manifestarsi. Farà quindi sapere di sé e si farà percepire in modo tale da non dare la certezza, in modo tale, quindi da evitare il confronto. Ciò che interessa è di lasciare un canale libero affinché si sappia che c'è e quindi affinché la volontà vecchia possa ancora esercitarsi e aspettare di vincere, cioè aspettare la de-formalizzazione di chi lotta contro l'oggetto, cioè di chi crea il nuovo, per tornare a manifestarsi, per tornare a mostrarsi e a farsi riconoscere.

Il tradimento non nega se stesso, ma non formalizza la propria esistenza, non intende mettersi in discussione.
Il tradimento si lascia percepire in misura tanto maggiore quanto è forte la propria forza e a negarsi solo se il nuovo si afferma. 

Mentre il carisma prende la propria forza dalla scoperta dell'oggetto e quindi dalla scoperta di se stesso e quindi dall'atto creativo; il tradimento prende la propria forza dalla congiunzione delle volontà: il carisma è un unione di uomini attorno all'oggetto, ogni uomo si trova unito agli altri tramite l'oggetto venendo quindi a costituire una unione mediata, indiretta.
Il tradimento prende invece la propria forza dall'unione con l'altro, è un'unione diretta.
L'unione carismatica è un'unione oggettiva, quella del tradimento è un'unione soggettiva, di persone.   Parallelamente si può dire che ogni unione di persone mira a conservare le vecchie volontà, a potenziarle e a resistere al nuovo, resistere alla creazione.
Ogni unione diretta di persone è potenzialmente volta al tradimento.


domenica 29 gennaio 2012

La Nuova Pittura - Mostra Personale di Antonella Sassanelli

Assessorato alla Cultura
Città di San Donato Milanese
PRESENTA
Mostra Personale di
Antonella Sassanelli

La Nuova Pittura

Dal 14 febbraio al 28 febbraio 2012
Spazio Espositivo di Cascina Roma – San Donato Milanese

inaugurazione con aperitivo sabato 18 febbraio alle h 17.30
Presenzierà l’artista

La Mostra resterà aperta al pubblico
Dal 14 febbraio al 28 febbraio 2012
lun. / sab. 9.30-12.30 / 14.30-18.30
dom.10.30-12.30 / 16.30 -19

CASCINA ROMA - PIAZZA DELLE ARTI - SAN DONATO MILANESE.

per info tel. 0255603159
 
http://lanuovapittura.blogspot.com
lanuovapittura@gmail.com

 
Allo Spazio Espositivo di Cascina Roma - San Donato Mil.se - si inaugura sabato 18 febbraio 2012 alle h. 17.30 la Mostra Personale di Antonella Sassanelli - La Nuova Pittura.

L’elemento predominante nei lavori di Antonella Sassanelli è la narrazione: la stessa che nell’era del postmoderno appare precaria, fragile e fluttuante, è il filo conduttore che accompagna  immagini realizzate al di là di ogni condizionamento. Sassanelli ha messo a punto una sua particolare poetica realizzando cicli di opere con tecniche digitali che sfociano  in realizzazioni puramente pittoriche. L’interpretazione del lavoro di questa artista si evince dalla lettura della genesi delle sue opere: partendo dalla scrittura, attraverso una sintesi ricercata con misurata sottrazione, raggiunge  l’essenza descrittiva tramite figurazioni. Il mezzo è minuzioso e assolutamente rigoroso, il risultato sfocia in una scarnificazione che rivela una solida, affascinante nuova struttura narrativa. I particolari delle immagini con il procedimento grafico, si trasformano in una modulazione metaforica scandendo nuovi piani-struttura che si susseguono a segmentare la forma. Un lavoro, il suo, che al di là del procedimento tecnologico, utilizza il lessico e la destinazione della pittura-pittura, una “Nuova Pittura”: la pennellata e la tela che si mostrano nella loro concretezza segnica e materica, diventano l'estensione di un' identità da mutevole a rivoluzionaria. (Dalla redazione di Sckeda Metropolitana)

L'artista nata a Modena e di formazione milanese, negli anni ’80 studia recitazione, mimo e danza jazz al Centro Studi Coreografici San Calimero di Milano. Negli anni ’90 si concentra solo sulla scrittura: un romanzo, poesie e racconti. Pubblica su riviste web e i lavori sia di prosa che di poesia vengono recitati in teatro e in reading pubblici. E' nel nuovo millennio che unisce immagini alle scritture, spazia dalle tecniche digitali alla pittura tradizionale, partecipando con i suoi lavori a mostre personali e manifestazioni collettive.


La Mostra resterà aperta al pubblico dal 14 al 28 febbraio 2012 dal  lunedì al sabato con orario 9.30-12.30 / 14.30-18.30 e la domenica h. 10.30-12.30 / 16.30 -19 presso lo Spazio Espositivo di Cascina Roma in Piazza delle Arti a San Donato milanese.
Ingresso libero

Inaugurazione con aperitivo sabato 18 febbraio 2012 h. 17.30
Presenzierà l’artista

venerdì 20 gennaio 2012

Mostra "Canti andalusi " di Resmi Al Kafaji

Resmi Al Kafaji

Mostra espositiva "Canti andalusi"
21 gennaio - 14 febbraio 2012

Vernissage sabato 21 gennaio
ore: 17:30


Luogo:
Imaginaria Arti Visive Gallery
Via Guelfa 22 a/rosso, Firenze
galleriaimaginaria@alice.it
www.galleriaimaginaria.com
lun/sab 9:30/13:00 - 15:30/19:30
dom 16:00/19:30


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Inserito da Enzo Correnti