sabato 15 settembre 2012

DIALOGUING TEXTURES


DIALOGUING TEXTURES
 A cura di Silvia Mordini e Filippo Bigagli
Prato riscopre una delle sue gemme architettoniche, grazie all’azione di Fonderia CultArt, ovvero l’ex-chiesa di San Giovanni Gerosolimitano, che ospiterà la mostra Dialoguing Textures, con opere di artisti internazionali residenti in Toscana, quali: Barbara Fluvi, Da Wing, Fu Sen, Gustavo Maestre, Resmi Al Kafaji, Rudy Pulcinelli.
 Una mostra collettiva in cui le opere degli artisti dialogano, s’intrecciano, raccontano storie ed esperienze di fatti e terre lontane creando nuovi equilibri, elevando l’arte a possibile lingua ausiliaria internazionale e tessendo la trama di un nuovo tessuto culturale, che affonda le proprie radici nell’identità storica della città ospite, riscattandone una cellula, sopita negli anni, ora nuovo “tempio delle Arti”.
Tre i continenti coinvolti: partendo dal Paese del Sol Levante, passando per l’Iraq, attraversando l’Italia per giungere fino al Nuovo Mondo, i sei artisti si sono messi a un banco comune, dando prova dello slancio multietnico che caratterizza Prato e il suo interland da qualche decennio a questa parte e imprimendo un segno nel processo di dialogo e ponte tra le varie culture presenti sul territorio toscano.
 “La vera creatività comincia dove spesso termina il linguaggio”, asserì Arthur Koestler in The Act of Creation del 1964; la vera creatività emerge dalla forza e la capacità di creare nuove forme di comunicazione e protrarne l’eco oltre confini fisici e non.
 La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì (10.00-13.00 / 15.00-18.30)
 Per appuntamenti o visite straordinarie e per qualsiasi  ulteriore info, scrivere a: caos@fonderiacultart.it oppure 3209627345
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Inserito da Enzo Correnti
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THE GLOBE personale di RESMI AL KAFAJI


THE GLOBE personale di RESMI AL KAFAJI
a cura di Carolina Orlandini
11 - 30 settembre 2012
Orari: martedì - sabato 16 - 19 e per appuntamento
The Globe di Resmi Al Kafaji si ispira ad una delle forme geometriche più semplici ed elementari, la sfera; al contempo tuttavia trale più ambigue e insidiose per la moltitudine di significati che può celare. Priva di appigli e di angoli scivola via per finire col fissarsi nell’immaginario dell’osservatore. Il lavoro presentato a La Corte Arte Contemporanea si concentra quindi su questo elemento geometrico e sull’idea di circolarità intrinseca in esso, focalizzandosi, con estrema sensibilità, nei suoi significati più salienti e contrapponendo il suo essere tridimensionale, la sfera, alla sua peculiarità bidimensionale, il cerchio, Resmi crea una connessione armonica tra i vari elementi. Resmi in The Globe pone la sfera al centro di un’analisi accurata: il suo sguardo scava in maniera delicata e sottile all’interno del suo significato e soprattutto erode l’idea che racchiude in sé di moto ininterrotto. Sfera quindi come emblema del cerchio della vita con il suo susseguirsi di eventi, gioiosi o drammatici, in cui è impossibile determinare il punto fisso di partenza e di arrivo, il volumina temporum di Sant’Agostino che sempre si rincorre: “il tempo non mi pare dunque altro che una estensione, e sarebbe strano che non fosse estensione dell'animo stesso ” (Confessiones). Le opere del ciclo The Globe sono permeate da una delicatezza spirituale che si focalizza nella sfera intesa come rappresentazione ideale dell’avvicendarsi ininterrotto del fluire esistenziale. La sfera, la forma tonda dalla quale ci si nutre dal primo giorno della nascita. La sfera, dove si inizia la vita, dove si finisce. É la nostra terra, sulla quale viviamo di tutto, amore e odio, paura e coraggio, nostalgia, solitudine, sofferenza e felicità, malinconia, guerra, pace e disastri ambientali e umani. Come artista ho cercato di interpretare ciò che succede sulla nostra sfera nel mio modo spirituale. Resmi Al Kafaji
Resmi Al Kafaji vive e lavora a Firenze e Prato fin dal 1977. Nato a Diywania, Iraq. Si è diplomato all ’Istituto di Belle Arti di Bagdad e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ha partecipato a numerose mostre in Iraq fino al 1977, anno in cui si è trasferito in Italia.
ROSANNA TEMPESTINI FRIZZI . LA CORTE ARTE CONTEMPORANEA . ASSOCIAZIONE CULTURALE Via de’Coverelli 27/R 50125 Firenze T +39 055.284435 F +39 055.284435 info@lacorteartecontemporanea.it www.lacorteartecontemporanea.it
Inserito da Enzo Correnti

domenica 2 settembre 2012

Be Quiet Live with Live Painting Performance


Be Quiet Live with Live Painting Performance 

Associazione Culturale Stella Cometa (La Stazione)

Via Giovanni della Rocca, 252 - Stazione FS, Boscoreale (Napoli)

La Stazione Gruppo Cassiopea ospiterà il 7 Settembre il live dei Be Quiet, gruppo partenopeo che vi coinvolgerà con la sua carica e la sua energia per due ore di musica dalle sonorità rock/blues.
Ma non finisce qui.
Per rendere tutto ancora più speciale I Be Quiet saranno affiancati da tre artsti provenienti da diverse città d'Italia, che al ritmo della musica si esibiranno in una performance di Live Painting.
Antonio Conte, Enzo Correnti, Giovanni Daluiso i tre artisti che coloreranno la serata con l'esposizione delle loro opere e la performance live.
Una serata davvero speciale quella di Venerdì 7 settembre, ma l'amalgama di ciò sarete tutti voi, senza i quali l'evento non potrebbe avere successo.
Accorrete numerosi. Noi vi aspettiamo.

Start ore 21..30
Ingresso Libero

Be quiet:
Voice: Valeria Ferronetti
Guitar: Luigi Panariello
Bass: Maurizio D'Antonio
Drum: Claudio D'Angelo

Painting Performer

Antonio Conte
Enzo Correnti
Giovanni Daluiso

giovedì 30 agosto 2012

non c'è da fermarsi = durmak yok con Enzo Correnti e Murat Onol


associazione art.art impruneta presenta
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non c'è da fermarsi = durmak yok
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enzo correnti + murat onol
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mostra dal 1 al 30 settembre 2012
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casa del popolo di impruneta
Via della croce, 39 - impruneta (firenze)
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tutti i giorni 8:00 - 23:00
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1 settembre alle ore 18:00 brindisi con gli artisti

sabato 18 agosto 2012

MOArt Zero (inaugurazione spazio espositivo) a cura di Titti Gaeta



COMUNICATO STAMPA
• Artista: group exhibition with Sante Abbinente, Antonio Conte, Giovanni Comunale, Enzo Correnti, Francesco Cuomo, Titti Gaeta, Annalisa Mandarino, Enrico Visconti
• titolo della mostra: MOArt Zero (inaugurazione spazio espositivo) a cura di Titti Gaeta
• data inaugurazione: domenica 9 settembre 2012, ore 18
• luogo: MOA museum (Museum of Operation Avalanche) / MOArt (sala contemporanea – arti visive)
• indirizzo: Eboli – Complesso Monumentale S. Antonio,
via S. Antonio – 84025
• info: www.officina31.tumblr.com / officina31@excite.it
• orari: dal lunedì alla domenica, dalle 18:00 alle 22:00
• chiusura mostra: 30 settembre 2012

Il MOA (Museo della Memoria) nella prima serata inaugurale è lieto di presentare al grande pubblico l’apertura della galleria MOArt, domenica 9 settembre 2012 dalle ore 18.00 presso il Complesso Monumentale S. Antonio.
MOArt sta per “sala contemporanea di arti visive” che in questa occasione dà il via alla sua prima stagione espositiva con una ricca collettiva di presentazione. Otto le menti creative ad occupare il doppio volume purista dello spazio espositivo, tutte figure provenienti dal cantiere artistico di Officina 31, associazione culturale salernitana no profit volta alle arti visive dalla quale prende vita l’idea generativa su questo virtuoso spazio nascente.
Il primo step espositivo ideato e curato da Titti Gaeta (artista campana, titolare di Officina 31 nonché responsabile MOArt – arti visive), prende il nome di MOArt Zero e si identifica come felice inizio di un ambizioso progetto culturale mosso dall’esigenza di comunicare l’arte con l’arte. Un terreno fertile da cui spuntano materiali creativi (e mentali) variegati e dove fioriscono variopinte modalità operative volte alle arti e alle comunicazioni visive. I prodotti di questa elaborazione spaziano dalla fotografia alla digital art, dalla scultura tradizionale alla videoarte, dall’opera testuale all’artigianato. “Una fucina culturale che si propone di elaborare e realizzare progetti che spaziano dalla sperimentazione di nuove forme di comunicazione culturale, al radicamento dei modelli progettuali tradizionali, sensibilizzando tutto e tutti, contribuendo allo stimolo di una continua ricerca nel settore delle arti”, questo avverte la curatrice. Un audace punto di partenza per un prolifico incubatore dove nascono milleuno idee e buoni propositi per produrre una nuova idea di cultura nel salernitano, rivolta ad un pubblico frontale senza specifici target e sempre più eterogeneo ed esigente.
Un’occasione di confronto per artisti affermati ed emergenti che in un involucro tardo-medievale, sotto le possenti volte a crociera della sala in questione, si uniscono per la prima volta nel tracciato allestito con una corposa preview atematica. Accanto alla sensibilità della memoria, che apre la mente verso risonanze storiche fatte di guerre e conflitti, convivono nella MOArt gli ultimi figli della modernità culturale campana (e non) tradotta in termini d’arte. Dissimili le tematiche, uguali gli obiettivi: creare dei luoghi di pensiero, dei processi di comunicazione, porre delle solide basi concettuali su cui innalzare un nume ideologico comune, l’arte.

Sante Abbinente Salerno – 1979, opera con la pittura.
Antonio Conte Napoli – 1981, si muove tra astrattismo e dadaismo.
Giovanni Comunale Singen – 1964, intende la fotografia un sicuro sentiero del cuore.
Enzo Correnti Palermo – 1953, informale materico? No, grazie, la mia è Pittoscultura!
Francesco Cuomo Eboli – 1973, dalla pittura alla grafica come pure al marchio di moda il passo è breve…
Titti Gaeta Salerno – 1971, predilige lo scatto e la realtà racchiusa in formato “memoria”.
Mandarino Nudo e Crudo (Annalisa Mandarino) Battipaglia – 1983, vive su un’isola felice dove coltiva pittura, grafica e design.
Enrico Visconti - Eboli, 1957, imprime su milleuno supporti i prodotti delle sue accuse sociali
Ufficio stampa MOArt
Gianmatteo Funicelli

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